Arte
L'inchiostro non sa stare fermo: un giorno è sotto la pelle, quello dopo chiuso in una scatola di luce. Quello che vedi qui esiste davvero: disegnato, stampato e montato uno alla volta, un pezzo alla volta. I pezzi unici sono firmati e non verranno rifatti.






Cos'è una litofania
È un'immagine incisa nello spessore di un materiale traslucido. Dove il disegno deve essere scuro la parete è più spessa e lascia passare meno luce; dove deve essere chiaro è sottile. Spenta sembra solo un rilievo avorio, quasi niente. Accesa, l'immagine compare per intero con tutte le mezze tinte.
La tecnica è dell'Ottocento e si faceva sulla porcellana. Noi la rifacciamo strato dopo strato con la stampa 3D, il che permette di controllare lo spessore decimo di millimetro per decimo di millimetro: è lì che si decide se un tatuaggio resta leggibile o diventa una macchia. Le linee sottili, quelle del contorno tipiche del tatuaggio giapponese, sono la parte difficile.
Pezzi unici e tavole: la differenza
I pezzi unici — la lightbox Hannya, la lanterna Denon Korogashi — esistono in un esemplare solo. Sono firmati e non verranno rifatti: né identici, né in una versione «simile ma migliorata». Ognuno porta ore di macchina e un montaggio fatto a mano, e chi lo compra si porta a casa l'unico.
Le tavole — Fuji, Hannya, Koi — sono disegni destinati alla stampa fine-art, in tiratura chiusa e numerata. La tiratura è ancora da definire perché stiamo scegliendo carta e stampatore: su un disegno a linea netta e campiture piene la carta cambia il risultato più di quanto cambi il disegno.
Da dove vengono i soggetti
Sono le figure del repertorio del tatuaggio giapponese, quelle che Lorenzo tatua da anni. La Hannya è la maschera del teatro nō: una donna che la gelosia ha trasformato in demone, e che nel tatuaggio si porta come promemoria di ciò che il rancore fa a chi lo tiene. La koi è la carpa che risale la cascata finché non diventa drago, immagine di chi va contro corrente. Il Fuji col fulmine è il più asciutto dei tre, e il più difficile: non c'è niente dietro cui nascondersi.
Non sono citazioni prese da internet e ricalcate. Passano prima dal disegno, poi dalla prova stampata, e quasi sempre tornano indietro almeno una volta.